Pubblicato da: Galliolus | sabato, 10 maggio 2008

Aiutare chi aiuta

Ricevo dalla rete di amicizie che mi lega al Banco Alimentare un appello per la sottoscrizione di una petizione all’Unione Europea.

Non sapevo che l’Ue proponesse una forma di consultazione informale via internet, con sondaggi e petizioni varie. In particolare, c’è una petizione sulle modalità di proseguimento del sostegno europeo alla distribuzione di generi alimentari agli indigenti, che potrebbe subire modifiche sostanziali nei prossimi anni.

Attualmente le eccedenze alimentari europee vengono ritirate e redistribuite ai poveri tramite una rete di opere caritative, molte delle quali fanno capo alla FEBA. Avete presente le arance di Sicilia? Ricorderete che, fino ad una decina fa, c’era lo scandalo della loro distruzione: l’Ue finanziava i produttori e questi distruggevano le eccedenze di raccolto. Era una forma di sostegno all’agricoltura, in assenza della quale il prezzo delle arance sarebbe crollato per l’eccesso di offerta, mandando sul lastrico i produttori. Oggi invece le eccedenze vengono acquistate a prezzo politico tramite l’AGEA e redistribuite ai poveri, che in ogni caso non acquisterebbero quei prodotti: quindi non c’è una alterazione del mercato.

I vantaggi di questo metodo sono molteplici, tutti sperimentati in questi anni:

  • i produttori sono incentivati a produrre merce di qualità e a venderla sul mercato normale, invece di aspettare la “manna” dell’aiuto Ue;
  • i produttori devono effettivamente produrre, con grande vantaggio per la trasparenza e una maggiore difficoltà di comportamenti fraudolenti;
  • viene sostenuta la produzione e non il produttore: la differenza non è sottile e si chiama posti di lavoro;
  • i poveri vengono assistiti da una rete che è molto vicina a loro, li conosce e può provvedere non solo all’aiuto alimentare, ma anche ad un sostegno a più ampio raggio — non fosse altro che per il contatto umano.

Si sta facendo strada ultimamente l’idea di tornare ad un sistema simile al vecchio: sostegno al produttore anziché alla produzione. Di conseguenza, i poveri verrebbero assistiti con un sistema di sostegno economico diretto: si parla di carte prepagate da spendere in negozi convenzionati. È un po’ il sistema americano: i poveri comprano cibo scadente, lo mangiano da soli davanti alla tv, ingrassano, si ammalano e non hanno i soldi per curarsi. I voucher alimentari sono utili a nutrire — se va bene — ma non rispondono al vero bisogno del povero che non è solo cibo, ma accoglienza e condivisione del bisogno.

La FEBA chiede quindi di partecipare al sondaggio, ponendo particolare attenzione a due domande, di per sé un po’ criptiche:

  • la domanda 11: “Finora il programma comunitario di aiuto alimentare a favore degli indigenti dell’Unione europea dipendeva dalle eccedenze alimentari. Grazie alla riforma della politica agricola comune, tali eccedenze sono praticamente scomparse. Pensa quindi che il programma debba essere:” alla quale si propone di rispondere “Continuato ma sulla base di prodotti alimentari acquistati…”;
  • la domanda 13:”Sarebbe appropriato introdurre un sistema europeo di buoni alimentari per garantire che le famiglie a basso reddito e i loro bambini possano beneficiare di una dieta sana? Alle famiglie che soddisfano i requisiti si potrebbe ad esempio fornire una carta di debito elettronica comunitaria, valida per un importo mensile prestabilito, con la quale potrebbero acquistare determinati prodotti alimentari.” alla quale si propone di rispondere “No, sicuramente no”.

Le altre domande sono meno decisive. Se dunque condividete i princìpi che vi ho proposto, vi prego di partecipare al sondaggio, che comunque vada è un bell’esempio di democrazia partecipata. Fate presto, perché mancano pochi giorni alla chiusura: io l’ho fatto, bastano meno di due minuti. Il test è anonimo se fatto in maniera personale, oppure può essere fatto a nome di un’associazione. Tracciano gli IP, quindi si può dare solo una risposta da ogni computer.

Qui il sito della petizione.

Ulteriori informazioni su Il Sussidiario.net.

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Responses

  1. molto interessante.
    ci vado subito :-)

  2. fatto. ma chi è che ha cominciato a mettere in discussione una cosa che funziona così bene da dieci anni? a bruxelles succedono tante cose strane, soprattutto in queste materie.


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