Pubblicato da: Galliolus | giovedì, 22 maggio 2008

Misericordia vs. Giustizia

Sabato pomeriggio sono andato a Savona a vedere il Papa.

Grazie ad una circostanza fortunata, eravamo entrati in possesso di due pass per una zona “quasi-vip” della piazza del Popolo: io e LaMiaRegina seduti, la Pasionaria in braccio. Le previsioni dicevano pioggia, e pioggia è stata: non tanto però da rovinarci la giornata.

Organizzazione e servizio d’ordine impeccabili, almeno per quello che ho potuto vedere: molti volontari — scout, alpini, ma c’è anche il mio trafelato parroco — risolvono i piccoli problemi dei fedeli, molti dei quali sono anziani o malati. Menzione d’onore anche per le FS, che mosse a pietà aggiungono un treno per il ritorno. Prima di entrare, compriamo a 1 euro una bandierina vaticana da una signora sudamericana: dentro le regalano, insieme ad un’utile borsa di tela sponsorizzata Coop con un po’ di documentazione.

Ma torniamo alla visita, che dal punto di vista mediatico è stata un po’ “schiacciata” da quella genovese del giorno seguente. L’occasione della visita è l’inizio del processo di beatificazione di Papa Pio VII, l’uomo che ebbe il coraggio di scomunicare Napoleone. Questi lo fece arrestare e deportare proprio a Savona, dove rimase circa tre anni: ragion per cui, dopo Avignone — e, ovviamente, Roma — Savona è la citta terza in classifica per durata dello status di sede papale. E si può ben parlare di sede papale, più che di prigionia, perché i savonesi riuscirono ad organizzare un’efficientissima rete di spionaggio che permise a Pio VII di continuare a governare la Chiesa. Duecento anni dopo, il successore di Pietro viene a ringraziare i savonesi e a consacrare ancora la città alla Madonna della Misericordia.


La visita vera è proprio quella fatta al santuario, che però è una visita privata: a causa delle difficoltà logistiche, la Messa e l’incontro con la città avviene in quello che di solito è un grande posteggio a pagamento. Dietro il palco si erge il tribunale, un moderno omaggio all’architettura massonica; il palco è dominato da uno stupendo crocifisso ornato da foglioline d’oro, nel classico stile delle Confraternite liguri. La contrapposizione è probabilmente casuale, ma rappresenta bene il tema della giornata: “Misericordia e non giustizia” è il motto che può ben riassumere le apparizioni del 1536. Davanti all’altare, una spettacolare composizione con lo stemma papale, quello del Vescovo e quello di Savona, creata con petali di fiori.


Il Sindaco — Federico Berruti, lista civica di centrosinistra — accoglie il Papa con un discorso non di circostanza: tra l’altro rivendica laicamente che la consacrazione alla Madonna della città fu un atto politico e non religioso. Proprio così: il santuario venne eretto su decisione del Consiglio Grande della Città, con i soldi donati dai cittadini, e ancora oggi è di proprietà comunale, anche se è la Curia a gestirlo. La processione che sale al santuario ogni 18 marzo — anniversario della prima apparizione — fu anch’essa un solenne impegno del Consiglio Grande. Istintivamente penso ai miei amici dell’UAAR, che proporranno probabilmente un rito di sconsacrazione della città. Viceversa, è il Vescovo — Vittorio Lupi, eletto solo pochi mesi fa — a notare realisticamente che ormai da tempo la città non può dirsi cattolica, anche se poi pone l’accento su alcuni segnali positivi.

L’omelia di Benedetto XVI parte dalla lettura del giorno — tratta da Esodo 34 — che sembra scelta apposta: “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà…”. Parla con parole semplici a tutte le persone semplici: alle famiglie, agli anziani, ai giovani, ai malati, ai carcerati, ai sacerdoti, ai laici. Per tutti una parola di speranza, mai un accento di condanna: quanto è distante questo “umile lavoratore della vigna del Signore” dall’immagine che spesso ne viene data!

Alla fine, appena terminata la preghiera di consacrazione alla Madonna, smette di piovere. La signora vicino a me commenta: «Belìn, ha fatto il miracolo! Ma ci voleva tanto a farlo un po’ prima?». Un bell’esempio del concreto cattolicesimo savonese.

Torniamo a casa un po’ infreddoliti, ma contenti. La Pasionaria sulle mie spalle continua a sventolare la bandierina, e richiesta di un commento esclama: «Una giolnata splendidissima!». Allivedelci, Benedetto: qui i giovani cattolici clescono folti e sani.

Aggiornamento (2008-05-23): Come ho potuto dimenticarli? Il più grosso ringraziamento va al coro, creato per l’occasione fondendo diversi cori parrocchiali. Quello che sono riusciti a fare si spiega solo con mesi di lavoro duro. Grazie di cuore: non so come spiegarlo, ma certo senza di loro non sarebbe stata la stessa cosa.

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Responses

  1. ho la presunzione (?) di considerarmi una “cristiana naturale”.
    però, a vedere il papa, mi sarei emozionata.
    e ci avrei portato anche i kids (se fossi liuscita a vincele il mio tellole per la folla).
    :-)

  2. Vale la pena, indipendentemente da ogni altra considerazione.
    Scusa l’ignoranza, ma che cos’è una “cristiana naturale”? Si contrappone ai “cristiani OGM”?

  3. bellissima cronaca :-)
    sono rimasto stupito dal fatto che i media normalmente ostili alla chiesa non abbiano sottolineato il valore “antimoderno” della visita savonese. ratzinger che si mette esplicitamente in continuità con pio VII pensavo sarebbe diventato spunto polemico. meglio così. il bilancio della visita ligure mi sembra largamente positivo. io non sono andato in piazza della vittoria ma ho osservato molto bene il prima e il dopo. è bello vedere che alla fine l’affetto per quello che sono realmente il papa e la chiesa in italia prevale sempre su ogni altra considerazione.
    ho visto molti estratti degli interventi di ratzie. mi piace quando parla a braccio, e noto che forse lo fa di più di giovanni paolo II, che in genere concentrava le parti improvvisate alla fine, nei lunghi e affettuosi saluti.

  4. ehm, non so se riesco a spiegartelo bene.
    non sono ferrata, sull’argomento.
    è come dire che c’è una forte attrazione.
    ma non sto proprio dentro.

    però mi piace moltissimo questo versetto (è san giovanni?):
    ecco, sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui e lui con me.

    :-)

  5. […] Ho già raccontato in questo post la visita di Benedetto XVI a Savona. Questa sera, nella sede del Circolo Redemptor Hominis, […]

  6. […] lontano dal podio Da quando Benedetto XVI è venuto a trovarci, la Pasionaria è diventata una vera papagirl. Ha appeso la bandierina-ricordo nella sua cameretta […]


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