Pubblicato da: Galliolus | mercoledì, 10 settembre 2008

Si ricomincia a cercare

Oggi hanno acceso LHC.

Solo un colpettino, per vedere di nascosto l’effetto che fa. Pochi protoni, bassa energia, un fascio per volta, niente collisioni — giusto qualche beam-gas —. Ma lo hanno acceso. Io sono contento perché si ricomincia, e un po’ furibondo perché tutti parlano di quell’altra cosa. A scanso di equivoci — meglio contento che furibondo — dichiaro subito che in questo blog non si parlerà di quell’altra cosa. Non avrete da me neanche un linkino.

Io sono un uomo di LEP, che è un po’ come dire giurassico. LEP è stato spento nel 2000, dopo una gloriosa carriera: per me che ci ho lavorato — a DELPHI, per la precisione, tra il 1994 e il 1996 — un privilegio irripetibile. Nel dicembre 2006 ho visto un pezzo di DELPHI in un museo e mi è venuto il magone: ci sono ambiti dove si fa presto a diventare obsoleti.

LEP è servito a tante cose, ma soprattutto a cercare il bosone di Higgs. Senza trovarlo, d’accordo, ma grazie a LEP sappiamo che il bosone di Higgs ha probabilmente una massa maggiore di 114,5 GeV/c2. Quando gli uomini di LEP hanno iniziato a lavorarci sopra, nel 1989, il limite era a 5 GeV/c2. Il limite scritto alla fine della mia tesi è 65,2 GeV/c2.

Durante la discussione della mia tesi, intervenne un uomo di LHC — stavano già lavorando ad ATLAS — con una domanda “cattiva”. Mi chiese se ero davvero convinto che avremmo trovato il bosone di Higgs a LEP: gli risposi che se non ce l’avessimo fatta noi, non vedevo chi avrebbe potuto. Il dialogo aveva un contenuto scientifico molto più elevato di come ve l’ho riassunto, ma in buona sostanza è quello che ci siamo detti. Dodici anni dopo sarei della stessa opinione, se non fosse che adesso hanno una potenza di calcolo che allora ce la sognavamo; inoltre presumo che l’interazione forte sia conosciuta meglio oggi di allora. E poi quella non è gente che butta via i soldi così, tanto per fare: quindi un po’ di speranza ce l’ho.

Se trovano il bosone, il vecchio zio Peter arrotonda la pensione con un meritato premio Nobel. Per me un doppio scotch, alla sua salute.

P.S.: dodici anni fa non c’erano i blog. Non c’era neanche l’Internèt, almeno così come la si intende oggi. I borborigmi di un fisico renitente entrano di prepotenza nel blogrotolo e diventano la fonte ufficiale di questo blog su tutto quanto accade al CERN.

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Responses

  1. eppure prima o poi io e te ci vedremo di persona… :)

  2. Chissà… magari dal pediatra! ;-)

  3. istintivamente ho immaginato la tua sessione di laurea nel saloon di un film western, e il dialogo tra te e il tirapiedi di LHC come preludio a una inevitabile scazzottata o sparatoria.

  4. Oooooh aspettavo un commento a riguardo.
    Devo sempre mandarle quella datatissima vignetta di Lupo Alberto sul mitico bosone, la cercherò negli scatoloni ancora pieni.

  5. @Alessandro: in effetti, rileggendolo, il tono si presta: “quando l’uomo di LHC incontra l’uomo di LEP…” ;-)

  6. […] finalmente il vecchio zio Peter! — Egregio Björn, non possiamo: proprio adesso che riparte LHC, no! Metti caso che trovano il bosone: cosa facciamo, gli ridiamo il premio l’anno venturo? […]

  7. […] il cappello per gli uomini di LHC: ragazzi, siete stati […]


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