Pubblicato da: Galliolus | venerdì, 3 luglio 2009

El Flaco Explosivo (1952–2009)

Alexis Arguello è morto l’altroieri, nella sua casa di Managua. Suicida, come suo padre: in casi come questo è sempre molto meglio sospendere il giudizio, fare un po’ di silenzio e affidare il pover’uomo alla Divina Misericordia.

L’ultima volta che l’ho visto — un po’ appesantito, ma fiero come sempre — portava la bandiera del Nicaragua alle Olimpiadi di Pechino: segno della stima incondizionata di cui godeva nel suo martoriato paese.

La penultima volta credo fosse in occasione della rivincita contro Aaron Pryor. Nel primo incontro Arguello era stato sconfitto (KO14), ma per un sospetto doping di Pryor era stata ordinata una rivincita. Arguello perse anche la rivincita (KO10), lo rimisero in piedi con i sali: su quel tappeto lasciò la sua carriera — la parte seria, almeno — ed il sogno di diventare il primo detentore del titolo mondiale in quattro diverse categorie di peso. Secondo le classifiche dell’autorevole The Ring Magazine, è stato il miglior peso leggero e l’ottavo peso piuma della storia; la prima sfida contro Pryor è all’ottavo posto nella lista dei migliori 100 combattimenti della storia.

Dopo la seconda sconfitta contro Pryor — i due diventarono amici e continuarono a vedersi —, lasciò il ring per darsi alla guerriglia insieme al Comandante Zero. Ricordare oggi chi fosse il Comandante Zero è un po’ complicato, e il coccodrillo de La Stampa non fa che aumentare la confusione — oltre a confondere i due incontri con Pryor. Proverò a dare qualche coordinata, a beneficio dei lettori più giovani.

L’opposizione armata alla cinquantennale dittatura della famiglia Somoza era composta da varie componenti: tra essi, il Fronte Sandinista — di ispirazione (catto)marxista — era riuscito a prendere il potere nel 1979, instaurando con Daniel Ortega un regime altrettanto illiberale del precedente. Il Comandante Zero, che pure aveva contribuito alla vittoria sandinista, tornò nella giungla e riorganizzò le sue truppe nel sud del paese; a nord una miriade di piccoli gruppi — soprattutto indios ed ex combattenti sandinisti — diede origine al movimento di guerriglia poi soprannominato Contras. A Managua rimase Violeta Chamorro, direttrice del giornale liberale La Prensa dopo l’assassinio del marito da parte di Somoza: i funerali di Pedro Chamorro furono la scintilla della rivolta popolare che aveva portato al potere i sandinisti, e la vedova era stata cooptata nel primo governo rivoluzionario. L’anno seguente, delusa dalla deriva marxista del nuovo governo, si dimise e La Prensa divenne la più pungente spina nel fianco del regime. Dei suoi cinque figli, due lavoravano con lei al giornale; un altro finì con i Contras, mentre altri due fecero carriera nel governo sandinista: questo per dare l’idea di una situazione più complicata di quanto potesse sembrare con i paraocchi dell’ideologia.

Nei primi anni ’80, la CIA iniziò a finanziare pesantemente i Contras — qualcuno ricorda il caso Irangate? — ma il Comandante Zero vide solo un pugno di dollari, data la sua separazione logistica e militare dal fronte nord. Chiese ad Arguello — notoriamente antisandinista, anche perché alcuni suoi familiari erano stati ingiustamente uccisi — di aiutarlo a raccogliere fondi in qualità di uomo-immagine. Arguello non era il tipo da pubbliche relazioni, e tornò in Nicaragua per combattere: catturato ed espulso — non potevano certo tenere in carcere un eroe nazionale — tornò negli Stati Uniti, dove sostenne ancora un paio di buoni incontri ma non realizzò mai il sogno del quarto titolo.

Ortega e i sandinisti vinsero le libere elezioni del 1984, ma fu Violeta Chamorro a diventare presidente nel 1990, alla guida di una vasta coalizione. Saggiamente mantenne alcuni sandinisti al governo, e non abolì molte delle importanti riforme portate avanti da Ortega: questo fatto le attirò le ire degli Stati Uniti, ma permise al Nicaragua una vera riconciliazione nazionale. Attualmente, dopo due presidenti conservatori, il presidente è di nuovo Daniel Ortega, sostenuto anche da alcune frange della destra; Alexis Arguello, dopo una storica riconciliazione, era sindaco di Managua per il partito sandinista. Oggi il Nicaragua è un paese povero, ma totalmente pacificato; se ne parla poco, forse anche perché la CIA ha altri problemi da risolvere. Il Comandante Zero si guadagna da vivere pescando squali vicino al confine meridionale.

Io credo che in tutta questa storia ci sia una morale.

Annunci

Responses

  1. avevo letto sulla gazzetta. poi m’è colpevolmente passato di mente. complimenti anche per la sintesi

  2. Cavolo, Alex, tu mi fai venire in mente una cosa…


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: