Pubblicato da: Galliolus | sabato, 11 luglio 2009

Fuori i secondi!

Il rito era sempre lo stesso: carosello, bacino a papà e subito a dormire. Papà rimaneva ancora sveglio, privilegio riservato agli uomini. Ma ogni tanto anche papà andava a dormire presto, puntando la sveglia ad ore improbabili: stanotte c’è la boxe. Di quelle inaccessibili notti di fine anni ’60 mi resta la chiara consapevolezza che Nino Benvenuti fosse l’uomo più forte del mondo. E un paio di guantoni rossi e gialli, coi quali prendevo a pugni il sacco degli scarti di stoffa della mamma sarta.

Benvenuti prese poi un sacco di pugni da uno sconosciuto Carlos Monzón. Iniziavano gli anni ’70, era tempo di diventare uomini e accettare il fatto che la vita è una cosa seria, a volte si danno e a volte si prendono. Primo non prenderle: i pugni fanno male.

In un’epoca in cui i ragazzini giocavano liberi per strada, capitava spesso di prendersi a botte. Ho fatto a botte decine di volte, ma sempre con le regole del marchese di Queensbury. Mai una rissa. Mai calci, graffi, dita negli occhi, prese per i capelli, sputi in faccia, insulti, e tutta quella roba da femminucce. Ogni tanto mi capita di incontrare G., oggi stimato medico, e non posso non ricordare che mi fece saltare uno degli ultimi denti da latte con un gancio sinistro: uno dei disonori più grandi della mia vita. Non so se per averlo perso o se per avercelo ancora avuto, il dente da latte.

Poi c’era la televisione, e poco per volta l’alzata notturna smise di essermi negata. Ho visto l’epoca d’oro dei massimi: Muhammad Ali, il più grande, che io e mio padre, come quasi tutti, chiamammo Cassius Clay finché sentimmo cantare Alì bumayé durante il Rumble in the jungle; Ken Norton, che ad Alì spaccò una mandibola; “Smokin’ Joe” Frazier; il reverendo George Foreman, molto prima che diventasse reverendo. Ma anche Larry Holmes — forse quello con le migliori statistiche, anche se con Alì faceva lo sparring —, James “Bonecrusher” Smith, Randall “Tex” Cobb, Joe Bugner — che rimase in piedi 27 riprese contro Alì e ne prese tantissime da Bud Spencer —, la speranza bianca Gerry Cooney e, perché no, la speranzina Francesco Damiani, Leon e Michael Spinks, Evander Holyfield — almeno finché ha avuto tutte le orecchie. E Mike Tyson, prima che la morte di Cus D’Amato lo rendesse libero di sconfiggere anche se stesso. E James “Buster” Douglas, che lo buttò giù quotando 42 a 1, quando Tyson era ancora “Iron Mike”.

Questo per rimanere nei massimi. Ma se volete scendere di peso, vi ho già citato Benvenuti e Monzon. Potrei citarvi anche Rodrigo Valdez, Marvelous Marvin Hagler, Vito Antuofermo, Alan Minter, il povero Angelo Jacopucci — morto senza che nessuno fosse stato capace di spaccargli il naso —, Ray “Boom Boom” Mancini, Sugar Ray Leonard, John “The Beast” Mugabi, Alexis “El Flaco Explosivo” Arguello, Roberto “Manos de Piedra” Duran, Thomas “Motorcity Cobra” Hearns, Rocky Mattioli, Patrizio Oliva, Gianfranco Rosi, Hector “Macho” Camacho, Wilfred Benitez.

E quelli che ho visto in vecchi filmati d’epoca: Emile Griffith, Joe Louis, Jack Dempsey, Jake “Raging Bull” La Motta, Sugar Ray Robinson, Marcel Cerdan, Primo Carnera, Max Baer, Max Schmeling, Jim “Cinderella Man” Braddock, Rocky Graziano, Rocky Marciano.

E non dimentichiamo le figure di contorno: organizzatori come Don King e Bob Arum, arbitri come Arthur Mercante, Richard Steele e Mills Lane — che è un vero giudice: dopo aver fatto una specie di Forum per la televisione americana, è adesso famoso per essere stato l’arbitro di Celebrity Deathmatch.

Non aprirò il capitolo “Pugilato al cinema”: ma chi di voi non ha mai salito di corsa una scalinata con la musica di Bill Conti nelle orecchie, scagli la prima pietra.

Come dicevo, erano tempi in cui in televisione si vedeva il pugilato, ben raccontato dal signorile Paolo Rosi, da Rino Tommasi e dal suo personalissimo cartellino. Poi arrivò la pay-tv, che in America sosteneva gli incontri migliori e ne era a sua volta sostenuta, ma in Italia coincise con un declino irreversibile. Ho iniziato a vedere il pugilato in un’epoca di campioni e di incontri memorabili: se ne parlava con competenza prima, durante e dopo, a casa, al bar e sui giornali. Adesso ci sono 17 categorie di peso e 4  federazioni mondiali, per limitarci alle maggiori: un totale di 68 sedicenti campioni del mondo, e ditemi voi se ne conoscete uno. Il migliore tra loro potrebbe ambire a tenere il secchio per gli sputi del più scarso tra quelli che ho citato. A proposito: lo sapevate che abbiamo un campione del mondo dei massimi leggeri?

Una speranza può forse venire dal pugilato dilettantistico: ho seguito con grande interesse il recente torneo olimpico, e la bella impresa del nostro Roberto Cammarelle. Un ragazzo intelligente, che ha detto più volte di volersi fermare al dilettantismo, dove il pugilato è ancora uno sport vero. Forse ha ragione: raramente mi era capitato di pensare al pugilato dilettantistico come ad uno sport compiuto, e non solo come all’anticamera di uno sport — d’accordo, c’è stato Teòfilo Stevenson, ma è la classica eccezione che conferma la regola. Ho seguito il torneo olimpico con interesse, parzialmente condiviso dalla Pasionaria; LaMiaRegina ha visto con noi la finale: dopo tre riprese passate a cercare la differenza tra un pugno e un non-pugno — differenza fondamentale nel pugilato dilettantistico, dopo l’introduzione delle macchinette —, alla quarta ha dovuto cedere:

— Questo l’ho visto anch’io!

Il commento della Pasionaria ha come sempre colto il nocciolo della questione:

— E alla fine il cinesone gli ha detto a Cammalelle: va bene, la medaglia d’oro plendila pule tu, ma pel favole non dalmi più pugni!

Ultimamente ho scoperto il blog di un intenditore: abbiamo fatto quattro chiacchere nei commenti di questo articolo. Confesso di non capire tutto quello che scrive, ma uno che sa distinguere un gancio da un montante finisce di diritto nel blogrotolo.

[Ho scritto questo articolo nell’ottobre scorso, ma poi mi si è mimetizzato tra le bozze e mi sono dimenticato di lui. È ancora attuale, lo pubblico adesso.]


Responses

  1. è attualissimo: cosa dici di russo tra i pro in usa? ;)
    (pare che abbia chiesto molti soldi, e se ne vanta sulla gazzetta di, boh, ieri se non ricordo male)

  2. Auguri a Clemente, ovvio! È sicuramente un personaggio e questo lo aiuterà molto, specie in una realtà come quella americana.

    Scendendo sul tecnico, però, ho i miei dubbi che possa rimanere agli stessi livelli con incontri sulle 12 riprese.

  3. […] quello che è stato il pugilato per la mia infanzia ho già parlato altrove, quindi per una volta non dovrete sorbirvi la mia proverbiale logorrea. Vorrei solo fargli i miei […]

  4. […] Io ero piccolo: ricordo solo che Nino Benvenuti era l’uomo più forte del mondo: lo aveva detto il mio papà. Anzi, ero così piccolo che dicevo “Beeunti”, ma questo me l’hanno raccontato dopo. Ricordo anche i miei guantoni rossi e gialli, e altre cose di cui vi ho già parlato altrove. […]

  5. […] Magni del pugilato: un grandissimo campione che ha avuto la sfortuna di combattere nell’età dell’oro del pugilato, contro i più grandi massimi di sempre. Difficile riassumere tanti anni passati a […]


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