Pubblicato da: Galliolus | martedì, 9 febbraio 2010

Franco Ballerini (1964–2010)

ballerini_merci

Pochi giorni fa si ragionava con Alessandro sulla presenza o meno di salite in Paradiso. Forse ha ragione lui, le salite ci sono. Ma il pavé quello no: quello è all’Inferno.

Scusate se non trovo le parole adatte: se volete, leggete quelle di Gigi Crema su Il Sussidiario.

E se siete di quei pagani che non hanno capito, nessuno ve lo spiegherà meglio di Farfintadiesseresani.

[La foto è presa da Cycling Hall of Fame.]

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Responses

  1. questa foto è stupenda.
    sì, la via dell’inferno è un pavé di buone intenzioni ;-)

  2. io ero a vedere un rally, cioè a non vedere un rally perchè ad un certo punto c’e’ stato un gran discutere tra la folla, una cosa tipo: “non partono più”, “cosa? non partono più?” “ho fatto un mucchio di km per vederli”, “ho speso un mucchio di soldi x la macchina” “è morto un ciclista in toscana” “che c’entra il ciclismo?” “boh, avranno sospeso tutti gli sport!” “e le partite di calcio?” “ma chi era?” “boh non correva più” “non siamo mica in toscana!” “aspettiamo, magari partono” “uff” …. nessuno ha detto ufficialmente niente e la gente dopo un po’ ha iniziato ad andarsene sbuffando, chi più chi meno. e’ stata una situazione abbastanza vergognosa. sono entrata nel tuo blog sapendo che avrei trovato la risposta a chi era quel “tizio”.
    avrebbe meritato, al posto della sospensione dei rally del giorno, con conseguente vergognoso mugugno penso in ogni dove in italia, di un minuto di spiegazione al pubblico e di uno di silenzio. e poi che tutti corressero meglio che potevano, ringraziando dio magari di poterlo fare, perchè fermarsi in onore di un uomo che corre mi sembra davvero un paradosso.

  3. @Alessandro: la foto è l’arrivo della Roubaix 2001: Ballerini arrivò 32esimo ed il pubblico si alzò in piedi ad applaudire. Dopo quel traguardo il Ballero appese la bici al chiodo.

    @la sorellina: sarà pure un paradosso, ma è sacrosanto. Non sapevo che avessero fermato i rally, ma adesso che lo so ti dico che hanno fatto bene, una volta tanto. Forse il mondo dei rally — mondo che non conosco e non frequento — mantiene un fondo di umanità, o forse girano troppo pochi soldi. Di solito non accade, e ognuno può fare esempi a iosa: il Tour di Casartelli, il Gran Premio di Imola di Senna e Ratzenberger, il Festival di Sanremo di Luigi Tenco, la finale di Coppa Campioni dell’Heysel… e sempre si accampano scuse riconducibili al genere Lo spettacolo deve continuare. Sono le stesse scuse che hai detto tu; di solito si aggiunge anche che lui avrebbe voluto così. Invece il problema è sempre che ho speso un mucchio di soldi, come giustamente notavi.

    Pochi giorni fa un ragazzo georgiano di vent’anni si è ammazzato piantandosi con lo slittino sui pilastri della pista, durante le prove dei Giochi Olimpici di Vancouver: i georgiani hanno ottenuto di mettere un nastro nero sulla bandiera, e la promessa di non fare i fuochi d’artificio durante la cerimonia di apertura che si sarebbe tenuta dopo poche ore. Promessa non mantenuta: i fuochi d’artificio ormai erano pagati, impensabile tenerli lì fino a capodanno. Un mese fa hanno attaccato l’autobus che portava la nazionale del Togo in Angola, per partecipare alla Coppa d’Africa: tre morti e una decina di feriti. Il governo togolese ha imposto di ritirare ciò che restava della squadra, e il Togo è stato squalificato per le prossime due edizioni: si sa, l’importante è partecipare.

    La folla mugugna, ma francamente me ne infischio. Se sei pendolare, hai presente cosa succede quando qualche poveraccio finisce sotto il treno. Conosco un tale che fa il vigile urbano in una grande città, e un giorno è stato chiamato ad intervenire perché un tizio voleva buttarsi da un palazzo. I vigili non sono andati per il tizio — per lui c’erano i pompieri — ma per tenere lontana la gente che gli urlava di tutto, bloccando il traffico; poi c’erano gli automobilisti bloccati che ci mettevano il resto. Lo sventurato alla fine ha tolto il disturbo, tra il tripudio generale.

    Sorella Morte ogni tanto arriva, sempre inattesa, a chiedere il suo tributo: per noi che restiamo, è una grande occasione per ricordare il nulla che siamo ed il nulla da cui veniamo. (Questo noioso commento è viziato dal fatto che — come ben sai — vengo da un paese dove sono tutti appassionati di funerali.)

  4. […] parte avrebbe ritrovato moltissime persone. Enumerò da Fausto Coppi, il primo ad andarsene, fino a Franco Ballerini, che era il figlio maschio che Martini non aveva avuto. Mi accorsi — tutti si accorsero […]


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