Pubblicato da: Galliolus | lunedì, 22 febbraio 2010

Sull’invidia

Due premesse:

  1. chi mi conosce sa che sono soggetto a quasi tutti i sette vizi capitali, a partire dalla superbia, ma curiosamente esente dall’invidia;
  2. chi mi conosce sa che posso resistere a tutto, tranne alla lettura di una bacheca; non importa se di destra, di sinistra, o di qualche associazione ai limiti della stramberia: il dazibao esercita su di me un’attrazione ancestrale.

Qualche giorno fa sono stato catturato dalla bacheca del giornale fondato da Antonio Gramsci: bisogna dire che le bacheche di sinistra sono di una categoria superiore, non c’è proprio storia. Mentre mi perdo in qualche superfluo articolo, un tizio mi si affianca: è molto interessato ad una serie di foto, in alto a destra, che ritraggono alcune signore in abbigliamenti e pose francamente inadatte ad un giornale diretto da un’altra signora. Sotto c’è un articolo sulla presunta ricattabilità del nostro Presidente del Consiglio, ma il tizio forse non sa leggere e guarda le figure, in punta di piedi. Mi crede un compagno di partito, o forse solo un italiano mediocre, e cerca di attaccare bottone:

— Certo che quello lì… con tutti i soldi che ha… guarda cosa può permettersi! E a noi niente!

Sono un uomo felicemente sposato, e non gliela voglio dare vinta:

— Guardi, donne così neanche gratis, gliele lascio volentieri.

Taglio la discussione e lo lascio lì, incredulo e solo.

Tornando a casa, sono roso dal tarlo di un piccolo dubbio. Si fa tanto parlare di odio, nella politica attuale: e se invece fosse solo un problema di invidia? Possibile che i miei compatrioti riempiano le piazze, i blog, i gruppi di Facebook, i discorsi davanti alle macchinette del caffè, solo per una banale ed insensata invidia? Invidia di cosa, poi? Io ho una moglie che mi vuol bene, due figli che non si azzanneranno per i miei soldi, un lavoro che mi piace, un’auto usata che va ancora bene, un blog da cento contatti a settimana: di cosa dovrei essere invidioso?

Non ho nessun complesso di inferiorità nei confronti del Presidente Berlusconi: probabilmente questo è un altro segno della mia superbia, e così abbiamo trovato qualcosa che ci accomuna [1]. La differenza è che io ho un sacco di amici che mi ricordano chi sono e sanno dirmi di no. Insomma, siamo proprio diversi. Forse è per questo che a volte mi sono sentito perfino libero di votarlo?


[1] C’è anche la calvizie, d’accordo, ma né io né il Presidente amiamo parlarne. A proposito di superbia, notate la perfezione di questa nota a piè di pagina!

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Responses

  1. anch’io mi ritengo esente da invidia: tra me e te ci saranno differenze percentuali di soggezione agli altri capital vices, ma quello è un punto fermo.
    non essendo sposato né felicemente né infelicemente non potrei dare una risposta altrettanto spavalda al tizio in questione. ma un conto è l’ammirazione (squisitamente estetica) per alcune delle signorine che hanno casualmente incrociato il nostro caro premier, un altro è pensare a quali vantaggi abbia potuto trarre lui da questi incontri: vantaggi che mi sembrano assai dubbi, e non solo con il senno di poi… :-)
    tuttavia condivido il tuo disagio per l’invidia moralistica che molti si sentono in diritto e quasi in dovere di verbalizzare ad ogni occasione. pretendendo istantanei consenso e solidarietà, anche se ti conoscono appena.

  2. ma possibile che la maggior parte dei maschi si invidi (invidii? invidï? :-D) reciprocamente per, nell’ordine:

    1. numero e bellezza delle femmine conquistate (è un gentile eufemismo, vorrei dire di peggio ma tu, al contrario di me, non dici mai le parolacce…)

    2. quantità di denaro

    3. muscoli (e altro ma mi astengo)

    scherzi a parte, non credo che la tua risposta c’entri col tuo felice matrimonio, bensì (per quel poco che ti conosco) col fatto che i tuoi valori non son quelli lì.
    ed è per lo stesso motivo che anch’io (mooooooolto stranamente) non soffro d’invidia, soprattutto per quanto riguarda l’esteriorità o la ricchezza.
    e la mia vita faticosa, solitaria e squinternata non la cambierei con quella di nessun altro :-)

  3. @Alessandro: ti approvo in pieno!

    tuttavia condivido il tuo disagio per l’invidia moralistica che molti si sentono in diritto e quasi in dovere di verbalizzare ad ogni occasione. pretendendo istantanei consenso e solidarietà, anche se ti conoscono appena.

    È veramente un fenomeno sociale interessante, magari ne uscirà un articolo.

    @Alga: l’invidia colpisce abbondantemente anche l’altra metà del cielo, purtroppo! Grazie per gli eufemismi: sai com’è… qui vengono anche dei fanciulli!

  4. Una delle novità portate dall’ingresso di Berlusconi in politica è l’uso di parole che con la politica sembrano aver poco a che fare: amore, odio, invidia. E’ inutile dire che sono state introdotte proprio da Berlusconi, è invece utile ricordare che sono le stesse che si leggono negli oroscopi e nei discorsi dei bimbi in terza elementare. Uno che la mattina esalta la famiglia cattolica e la sera vanta la sua frenetica attività sessuale di “tombeur des femmes” non c’è bisogno di odiarlo o di invidiarlo. Basta essere in grado ancora di ridere.

  5. Caro collega, sono completamente d’accordo con lei. Purtroppo (da una parte e dall’altra) siamo in minoranza, o forse in maggioranza silenziosa.


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