Pubblicato da: Galliolus | giovedì, 1 luglio 2010

Due anni da Galliolus #1

Sembra ieri, ma son passati più di due anni da quando ho pubblicato il mio primo articolo. Ventisei mesi interessanti: vale la pena di fare il punto, un po’ per soddisfare la mia superbia, ma soprattutto per chiedervi qualche consiglio.

Non sono tra quelli che distinguono tra una vita vera ed una vita virtuale: questo blog è un pezzo della mia vita vera. Un pezzo: non vi ho fatto vedere tutto, ma solo qualche angolo, senza un progetto particolare né un criterio fisso. Ci sono articoli che avrei voluto scrivere e non ho scritto, altri che rimarranno eternamente allo stato di bozza, altri ancora che per qualche motivo non ho pubblicato. Ho scritto sempre per me, ed ho imparato che scrivere delle cose in un posto è un gesto di grande sanità mentale, un bel modo per mettere ordine ai fatti e ai pensieri. Ho pubblicato sempre per voi, sperando che in ogni articolo ci fosse qualcosa di utile a qualcuno, un pensiero, un pezzettino di verità, o almeno qualcosa di divertente. Ho cercato di non essere un dilettante, come ho imparato dal fisico renitente in un articolo che ogni tanto vado a rileggermi.

Nome e indirizzo

Prima di questo blog mi firmavo Searcher: uno pseudonimo che mi piace molto ancora adesso, e con il quale ho firmato quello che considero l’articolo zero di questo blog, ma che è inevitabilmente legato ad un certo periodo della mia vita.

Il titolo del blog doveva essere Nihil Alieno, ad indicare che non volevo porre limiti di argomento; lo so, è un errore, ma non mi interessa avere un blog di successo. Mentre ero in cerca della citazione precisa, ho scoperto che il titolo era già preso: non mi è rimasto altro da fare che aggiungere un collegamento al blogrotolo. Solo dopo mi sono accorto che la tenutaria — una che ha scelto per sé uno strano mestiere — mi piace molto.

Così alla fine ho lasciato il titolo proposto in automatico da WordPress, che in fondo dice la stessa cosa. Continuo ad avere dei dubbi sul corretto uso del genitivo sassone — ci vuole l’ultima s o basterebbe l’apostrofo? —, ma le mie colleghe di inglese non riescono a mettersi d’accordo. Mi accorgo solo adesso di avere un titolo in inglese, io che cerco di scrivere in italiano tutte le parole che posso.

La frase che ho messo come esergo mi è molto cara: si narra che l’abbia detta UnCertoPrete, qualche giorno prima di morire. Mi è sempre sembrata una frase da scienziato, più che una frase da prete, e questo era e rimane un blog scientifico, nel metodo se non sempre nei contenuti.

Pensandoci meglio, forse dovrei invertire il titolo con il sottotitolo. Che ne dite?

WordPress.com

C’erano alternative?

Amici vecchi e nuovi

Degli iniziali membri del blogrotolo, ne conoscevo solo cinque, con sfumature estremamente diverse: il famoso psicanalista che ho sentito una volta parlare dal vivo, due — uno e due — che potranno raccontare di avere imparato un po’ di fisica da me, un cervello in fuga e, last but not least, il padre putativo di questo blog.

In questi due anni ho conosciuto di persona Tambu — con gentile signora — ed Alga: è capitata l’occasione ed è stato del tutto naturale. Ci sono altri ai quali non ho mai stretto la mano, ma che ormai fanno parte della mia vita: a gente come Ivo, Farfintadiesseresani o lo Zar darei senza problemi le chiavi di casa.

Da qualche mese c’è anche LaMiaRegina. Se anche voi vorreste che trovasse un po’ più di tempo per scrivere, sappiate che probabilmente è colpa mia.

Articoli

Ho prodotto 142 pezzi, in media più di uno alla settimana. Non mi sembrano pochi, e non credo che sarò mai in grado di scrivere più di così, anche se ho sempre molte più idee di quelle che riesco poi a concretizzare.

Sono soddisfatto soprattutto dei miei articoli più lunghi; per non esagerare mi sono dato il limite di 1000 parole. La sublime arte della sintesi richiede qualità che avevo, ma che ormai mi mancano quasi del tutto; temo che invecchiando andrà sempre peggio.

Mettere ordine

Dicevo nel mio primo articolo che non avrei voluto usare la categoria Varie: ho mantenuto questo proposito, arrivando però a ben 26 categorie, probabilmente troppe. Inoltre, molti articoli appartengono a più di una categoria, il che mi fa pensare di non aver saputo dare una suddivisione ordinata. Forse dovrei mettere tutto nella categoria Varie, usando meglio le tag di WordPress, che a loro volta hanno superato le 800 unità. Il fatto è che l’unica categoria di questo blog è: inutili amenità sulle quali Galliolus ha fatto un pensierino.

Cose da fare

Si fa quel che si può, e poi c’è sempre qualcosa di più importante o urgente; in ogni caso:

  • alcuni articoli — anche questo — erano pensati come “primi di una serie”, ma non sono mai andato avanti;
  • non ho ancora pubblicato la soluzione dell’unico articolo della categoria Giochi; Fatto!
  • dovrei dare una bella sistemata al Blogrotolo, che ormai corrisponde solo parzialmente ai segnalibri di Firefox; Fatto!
  • la sezione Galliolus Sostiene voleva essere una finestra aperta su iniziative culturali, sociali, politiche e — perché no? — aziende o prodotti che meritano il mio sostegno (questo blog è e sarà sempre libero da pubblicità a pagamento), ma è ancora molto embrionale, anche perché non voglio appesantire troppo la pagina principale;
  • le Gallioquote sono ormai lievitate ben oltre il limite delle 1000 battute che mi sono dato per gli articoli: qualcosa dovrò pur pensare; Fatto!
  • il tema — Ocean Mist di Ed Merritt — resiste, nonostante sia stata un’adozione provvisoria: in verità mi piace molto il tema de LaMiaRegina, ma non glielo copierò;
  • vorrei scrivere più pezzi scientifici;
  • vorrei che questo blog durasse per sempre.

Adesso mi piacerebbe che nei commenti non vi limitaste solo ai complimenti e agli auguri, ma mi deste anche qualche piccolo consiglio.

[continua]

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Responses

  1. Oh, le chiavi di casa…

    Auguri (e, secondo me, la “‘s” non ci va, basta solo l’apostrofo).

  2. Commosso.

  3. Sono d’accordo con te che il blog serve a conoscersi. Io sarei più sintetico, però è un piacere leggerti mi sembra di sentirti parlare…

  4. invertire titolo e sottotitolo: potrebbe non essere male.
    scrivi più post scientifici, tu hai un talento naturale per la divulgazione o, più semplicemente, per spiegare in maniera piana e in certo modo “pacificante” gli arcani della scienza.
    fregatene della lunghezza. ma non farti ricattare (non farti fottere, cit. nuovo cinema paradiso) dalla completezza: il blog serve anche a condividere pensieri smozzicati. può darsi che tu abbia perso una tessera del puzzle e che l’abbia ritrovata un altro che ti legge.
    “vorrei che questo blog durasse per sempre” lo penso anch’io del mio ed è il segno inequivocabile che sei del tutto bloggato. del resto è verissimo, non c’è alcuna distinzione tra persona virtuale e reale. non ci sono scuse, qui ci sei tu e chiunque ti conosca non potrebbe dire altrimenti.
    piacere di leggerti, piacere di averti letto, onorato di averti “istigato” ad aprire questo blog.
    un’ultima cosa: superbo è chi non scrive mai. chi non dice mai niente di sé. o di quello che vive e che pensa. tutti dovrebbero avere un blog. per legge :-)

  5. anche per me (noi) è stato un piacere inserirti nella nostra vita :)

    Dici che non hai un progetto, ma mi sembra che invece hai le idee ben chiare. Il mio consiglio, allora, è di continuare a non avere un progetto ;)

  6. Anche io voto per più testi scientifici. Ma alla fine scrivi quello che ti pare: è il metodo migliore per scrivere bei post.
    Per le chiavi di casa: quando vuoi! ;-)

  7. come avrai avuto modo di vedere, uso il mio blog in modo anche troppo “reale”. anche se in fondo sono timida, qui non ho pudori di nessun tipo, al punto di essere giudicata, certe volte, addirittura plateale (e pensare che quando devo partecipare alle recite per le feste scout di mio figlio, mi viene il cagotto dalla paura).
    la mia spudoratezza e i miei eccessi di blogger li pago sempre, ma non mi dispiace: in certi giorni addirittura penso che sono viva (e visibile) solo grazie a quella finestra bianca che mi si apre sul monitor a tarda notte, con una scritta sopra che dice scrivi un nuovo post.

    quindi, essendo una blogger svergognata e intuitiva non ho consigli da darti, tranne quello di abitare questa tua casa il più a lungo possibile, o almeno fino a quando lo penserai importante per te.

    ti suggerisco di costringere margherita a farci leggere qualcosa di nuovo entro tempi brevi ;-)

    e aggiungo che sono felice di averti conosciuto :-)

  8. […] Due anni da Galliolus (2) [segue — la prima parte è qui] […]

  9. […] anni da Galliolus (3) [segue — prima parte — seconda […]

  10. Grazie a tutti!

    Faccio tesoro dei suggerimenti, a cominciare dal più semplice: mi sono deciso a cambiare il titolo.


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