Pubblicato da: Galliolus | mercoledì, 4 agosto 2010

Ufficio Complicazione Affari Semplici

Si dice a volte che l’U.C.A.S. sia il vero centro di potere di qualsiasi grande azienda, in grado di intercettare ogni procedura, ogni processo operativo o decisionale, eliminando al contempo ogni oppositore. Non so se sia vero in assoluto, ma se volete vi racconto una storia vera.

Qualche settimana fa ho disdetto il contratto con Telecom Italia. Una delle conseguenze è stata che qualche loro testa d’uovo ha pensato bene di revocare la domiciliazione automatica collegata al mio conto corrente. Non capisco come Telecom Italia abbia il potere di intervenire sul mio conto corrente, ma posso vedere sul servizio web l’elenco delle domiciliazioni: vicino a quella di Telecom c’è scritto REVOCATA DA ENTE, in un bel maiuscolo urlato.

Se qualcuno sta pensando che dopo la disdetta arriva ancora (almeno) una bolletta, be’, ha maledettamente ragione. Il 7 giugno Telecom emette la penultima bolletta: contiene il costo dei servizi fino al 31 maggio ed il canone anticipato di luglio e agosto. Sotto la data di scadenza (13 luglio) c’è scritto:

Come lei ci ha chiesto, questo totale sarà addebitato salvo buon fine nel giorno esatto della scadenza su conto corrente presso […].

Esamino la bolletta e non mi preoccupo: il 7 giugno ero ancora cliente, e presumo che il canone che anticipo mi sarà restituito con una ulteriore bolletta, nella quale pagherò il servizio telefonico dei primi giorni di giugno. Archivio la bolletta come sempre, mettendola nella sesquipedale pila “varie”, quella che un giorno mi crollerà addosso come la torre di Siloe.

Sono certamente colpevole di omissione, perché al momento della scadenza non sono andato a controllare l’effettivo pagamento; d’altra parte, non tutti hanno un servizio bancario via web, e normalmente avrei potuto accorgermi dell’errore solo ricevendo l’estratto conto. O andando in banca, ma allora a che serve la domiciliazione?

Il 26 luglio — attenti alle date: tredici giorni dopo la scadenza — la ditta Intrum Justitia mi manda una educata letterina di sollecito. Dicono di essere stati incaricati da Telecom Italia di recuperare i soldi della bolletta non pagata, e molto gentilmente non mi chiedono neanche un centesimo in più per il ritardo e il disturbo. Sulle prime ho pensato ad una truffa, soprattutto perché la lettera è stata inviata all’indirizzo dei miei suoceri, vale a dire all’indirizzo de LaMiaRegina — intestataria dell’utenza — quando era ancora LaMiaPrincipessa: parliamo di otto anni fa, per intenderci. Tra l’altro, nel frattempo la via ha cambiato nome, per cui formalmente a quell’indirizzo LaMiaRegina non ha mai abitato: un piccolo mistero nel mistero su cui mi piacerebbe indagare ulteriormente.

Fortunatamente, invece di buttare via tutto ho fatto qualche controllo: tutti i dati della bolletta coincidevano, e solo allora mi sono accorto di non averla pagata. Inoltre Intrum Justitia è effettivamente incaricata da Telecom Italia per il recupero crediti, come risulta da una rapida googlata. In conclusione, ho pagato la bolletta, così come è giusto, e ho inviato ad Intrum Justitia copia del bonifico; ho potuto fare tutto comodamente seduto dalla mia scrivania.

Ho anche provato a chiamare il 187, che mi sembrava il modo più semplice e veloce per contattare Telecom Italia. Il problema è il risponditore automatico, che per prima cosa chiede di indicare quale è il numero per il quale si chiede assistenza: se il numero non viene riconosciuto come il numero di un cliente il percorso si ferma. L’unica alternativa è seguire il percorso per quelli che vogliono diventare nuovi clienti. Riesco a parlare con un operatrice per qualche secondo: il tempo di capire che non sono un nuovo cliente e mi butta giù il telefono, senza neanche mandarmi a quel paese. Per inciso, non credo che il 187 abbia personale maleducato, ma presumo che si tratti di una procedura standard. Da allora ogni tentativo di connettermi al 187 è infruttuoso: se cerco di parlare con un operatore in qualsiasi parte del menu, sento alcuni squilli e poi cade la linea. Ho pensato di provare con il cellulare, ma non ho voluto rischiare una denuncia per stalking.

Così, con qualche timore, mi sono rivolto al numero indicato nella lettera di Intrum Justitia. Timore perché a me quando si parla di recupero crediti mi vengono sempre in mente il Rocky Balboa prima maniera e i pollici da spezzare. Invece devo dire che si tratta di professionisti seri e preparati: dopo alcuni messaggi registrati mi risponde una signora gentilissima e perfettamente informata. Mi spiega che Telecom deve per legge revocare la domiciliazione al momento della disdetta — se qualche membro del Parlamento legge questo blog: è una legge stupida —. Mi spiega inoltre che è prassi aziendale passare subito i clienti aziendali alla ditta di recupero crediti. La politica commerciale che sta dietro mi sembra questa: non sei più cliente, non voglio aver più nulla a che fare con te; se proprio sono costretto uso un intermediario. La signora mi spiega anche che è stata la stessa Telecom a fornire lo strano indirizzo, e secondo lei in questi casi gli indirizzi vengono presi dagli archivi dell’Agenzia delle Entrate: questo è certamente falso, dal momento che l’Agenzia delle Entrate invia le sue comunicazioni all’indirizzo giusto. Il mistero rimane!

Nel frattempo è arrivata l’ultima bolletta: come previsto, mi devono dei soldi. Si prendono 90 giorni di tempo per controllare che io abbia effettivamente pagato tutto e poi me li mandano. Vi farò sapere.

E dire che per evitare tutto ciò sarebbe bastato che mi telefonassero. Una telefonata allunga la vita!

Aggiornamento (2010-01-14): Mi è arrivata la bolletta Telecom del primo bimestre 2011: sei mesi dopo la disdetta. Apro con una certa apprensione — mi restituiranno il maltolto o gliene verrà ancora a loro? — ma incontro subito la tranquillizzante dicitura: Attenzione: non c’è niente da pagare.. Esamino meglio le diverse voci della bolletta:

  • Consegna elenchi telefonici giugno 2010: 0,96 euri;
  • Spese di spedizione fattura: 0,53 euri;
  • IVA: 0,30 euri.

Fanno ben 1,79 euri, ma molto generosamente: Il totale che appare su questo conto non è da pagare e le verrà interamente abbuonato (sic!)..

Sono commosso. Per ringraziarli, anch’io gli abbuonerò un piccolo particolare: l’elenco telefonico più aggiornato in mio possesso è datato 2007/2008.

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Responses

  1. Se non altro non te la prendi con la banca… è già qualcosa! un nostro cliente, per un caso analogo si è presentato da noi dicendo (in realtà urlando…) che gli avevamo fatto fare una figura di… va be’ ci siamo capiti…


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