Pubblicato da: Galliolus | martedì, 5 ottobre 2010

Georges Charpak (1924–2010)

Qualche giorno fa è morto Georges Charpak. Io l’ho saputo per caso, grazie a un commento del fisico renitente.

Fu un uomo senza patria. Polacco di nascita, emigrò bambino in Francia insieme alla famiglia; qualche anno dopo fu raggiunto a Parigi dai nazisti e si guadagnò un soggiorno a Dachau, più per la partecipazione alla resistenza che per le origini ebraiche. Finita la guerra, terminò gli studi laureandosi in ingegneria mineraria. Mentre la sua città natale veniva annessa all’Unione Sovietica, il comunista Charpak prendeva la cittadinanza francese.

Passò alla fisica: imparò il mestiere da Frédéric Joliot-Curie e fu tra i primi a raggiungere Ginevra per lavorare al CERN. Divenne presto uno dei migliori esperti di rivelatori di particelle: nel 1968 inventò la camera proporzionale multifili, la cui fondamentale importanza è stata tardivamente sancita dal Premio Nobel 1992, l’ultimo premio indiviso per la Fisica.

Per essere un genio non basta avere una grande idea: quella può venire a tutti. Se — per dire — l’idea fosse venuta a me, mi sarei messo a ridere da solo e mi sarei vergognato di dirlo in giro, perché l’avrei ritenuta evidentemente irrealizzabile. Credo che il genio debba avere anche la capacità di fidarsi delle proprie intuizioni, convincendo il mondo intero a partire da coloro che gli stanno più vicini, che sono sempre i più difficili da convincere. Charpak era un uomo concreto, forse a causa dei suoi studi ingegneristici: per capirci, era un grande frequentatore dell’ufficio brevetti.

Io non l’ho mai conosciuto, ma l’ho visto da vicino: di questo mi vanterò sempre! Al CERN tutti gli volevano bene, presumo avesse un buon carattere: un bonario testimone di un’epoca nella quale per fare il fisico sperimentale era più importante saper fare una saldatura che conoscere il FORTRAN. Certamente era molto disponibile nei confronti dei più giovani, attento al tema dell’educazione. La Wikiquote francese riporta una sola citazione a suo nome, che traduco a occhio:

Un sondaggio ha mostrato che il 65% dei francesi crede che il riscaldamento globale sia dovuto alle centrali nucleari: in effetti il contributo del nucleare al riscaldamento è semplicemente zero. In altre parole, si può prendere una popolazione relativamente evoluta e farle un lavaggio del cervello ad un grado incredibile. Se vogliamo fare qualcosa, dobbiamo puntare sull’educazione.

Mi piace molto anche l’affermazione fatta nella Nobel Interview e ripresa dalla Wikiquote inglese:

La storia della scienza ha giocato un ruolo molto importante per me. Prima di imparare a far bene un esperimento, sapevo già perché Joliot non avesse rivelato il neutrone, perché sua moglie non avesse ottenuto la fissione, perché fossero riusciti ad ottenere la radioattività artificiale, e anche perché non avessero trovato tutte le altre cose, facendo buoni esperimenti ma senza trarne le dovute conclusioni. Questa è la scienza. La scienza è dubbio, è ricerca. Non è qualcosa — e questo è il pericolo dell’insegnamento — di troppo accademico, ti spiegano che è come quella roba logica che esce dai calcolatori, ma non è vero. C’è l’intuito, c’è la passione.

Annunci

Responses

  1. ignoravo la sua esistenza, ma dal tuo racconto capisco che era un grande uomo. e che avremmo bisogno come il pane, più oggi di ieri, di scienziati così.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: