Pubblicato da: Galliolus | mercoledì, 12 gennaio 2011

Imperscrutabili strategie commerciali

Come ben si sa, a scuola sono finiti i soldi. Ciononostante, per casi particolari e molto mirati, si riescono ad ottenere finanziamenti ad hoc: in questo modo abbiamo potuto acquistare un nuovo portatile.

La prima accensione del nuovo arrivato spetta ovviamente a me, in qualità di responsabile della (inesistente) dotazione informatica e soprattutto in qualità di mago del computer[1]. C’è Windows 7 Home Premium preinstallato, devo solo rispondere a qualche domanda per la configurazione.

Per prima cosa la lingua: il programma mi propone l’italiano ma mi dà un’ampia scelta. Solo che, prima del fatidico tasto Avanti, mi pone con chiara evidenza il suo maleficio:

In seguito non sarà più possibile modificare la lingua.

NON SARÀ PIÙ POSSIBILE?

Come sarebbe a dire? E se cambiassi idea? E se avessi degli studenti stranieri? E se gli insegnanti di lingue volessero divertirsi un po’? E se fossi un appassionato di esperanto? O di klingon? Ma poi, dannazione, sono un uomo libero in un paese libero, posso fare quello che voglio finché le mie azioni non ledono la libertà degli altri, la legge mi assicura il diritto di divorziare, abortire, drogarmi, andare a bagasce, ascoltare il rock’n’roll, succhiare legnetti di recanisso, e poi la proprietà privata è sacra ed inviolabile, ho comprato un computer e adesso che è mio ne posso fare quello che voglio, posso andare sulle chat più invereconde, posso comprare medicine portentose, giocarmi tutti i miei risparmi a poker, ma a tutto c’è un limite.

NON POSSO MODIFICARE LA LINGUA IN WINDOWS 7.

Non posso neanche prendermela con il povero Bill Gates, che certo non è l’autore del programma. Per dirimere faccenduole del genere avrà messo al lavoro un discreto trust di cervelli, dei quali si fida ciecamente. Ci deve essere una ragione a me sconosciuta, e non voglio discutere di questo. Vorrei solo che fosse scritto sulla scatola: guarda che NON POTRAI MODIFICARE LA LINGUA. Avrei accettato di buon grado anche un servizio a pagamento: se vuoi cambiare lingua, mandami un vaglia postale e io ti mando un codice a 138 cifre con il quale sbloccare il programma. Forse avrei pagato. Potrebbero anche — ma non sono io il più indicato a dare consigli alle teste d’uovo di Redmond — impostare una campagna pubblicitaria: con soli x euri in più potete accedere alla versione multilingue!

Adesso che ho cliccato su Avanti — perchè è evidente, hanno ragione loro, mi serviva il computer e ho cliccato su Avanti — voglio almeno che lo sappiano tutti:

IN SEGUITO NON SARÀ PIÙ POSSIBILE MODIFICARE LA LINGUA.

Vi scrivo dall’iBook di casa mia: memoria ampliata a 320 MB (dai 64 originali), processore PowerPC G3 a 500 MHz, disco da 10 GB scarsi, sistema operativo Mac OS X 10.3.9 Panther. Nel 2001, quando Apple lo fabbricò, era un bel pezzo di tecnologia, ora è un bel pezzo da museo. Obsoleto quanto volete, ma ogni utente ha la lingua che vuole, e se vuole cambiare bastano 4 clic: LaMiaRegina usa l’italiano, a me piace alternare con l’inglese. Sono le piccole attenzioni che ti fanno sentire importante: non sono tra quelli che adorano Steve Jobs, ma ogni volta che ho a che fare con Microsoft i miei pregiudizi si rinforzano.


[1]La mia competenza informatica è in verità mediocre, ma la nomina mi è rimasta addosso da quando una collega ha pubblicamente cinguettato: «Galliolus è un mago del computer! Pensate, sa fare le tabelle con Word

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