Pubblicato da: Galliolus | venerdì, 7 ottobre 2011

Steve Jobs (1955–2011)

Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.
(Steve Jobs)

steve jobsNon ho un iPhone. Non ho un iPad. Qualche anno fa ho regalato a LaMiaRegina un iPod Shuffle, modello base. Non sono uno di quegli appassionati che corrono dietro all’ultimo giocattolino tecnologico: il calcolatore precedente a quello dal quale ti scrivo mi ha fedelmente servito per un decennio. Mi piace dire “calcolatore”, perché ricordo da dove veniamo: sono uno di quei dinosauri che, prima di sedersi davanti ad un terminale VT220, ha imparato la numerazione binaria e l’algebra booleana. Come disse una volta Andrea Beggi: fosse per noi stareste tutti lì con i vostri bei monitor a fosfori verdi a scrivere cose tipo xcopy c:\dati d:\dati /s /e /c /m /k, invece di trascinare una cartella con il mouse.

Ecco, i fosfori verdi. In università c’era anche qualche schermo a fosfori arancioni: non c’era paragone, erano più belli. Io sono sempre stato attratto dalla bellezza: se potevo, prendevo lo schermo arancione. Forse fu quello il motivo principale che, uscito dall’università, mi condusse tra le tue braccia: produci calcolatori belli. Sono belli anche da spenti. Poi tanti altri motivi, ma quelli credo di averli imparati dopo e adesso non serve ricordarli.

Quindi, caro Steve, grazie di tutto.

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Responses

  1. Veramente dovresti ammettere che e’ colpa mia più che dell’arancione se sei entrato nell’universo della mela. La differenza fra la mela e tutto il resto sta proprio nel fatto di NON essere calcolatori. Cioè tu dici che sai da dove vieni, ma vieni da un altro mondo. Non c’è continuità . Devi ammettere di aver avuto una conversione senza ritorno e smetterla di ridurli a calcolatori. Il mio primo computer era un Mac a cui ho dato un nome. Mi salutava quando lo accendevo. Non credo che mi sarebbe venuta voglia di chiamate per nome un pc che non avesse di meglio da dirmi di C: ! Ho fatto parte di quei “pochi” quando Apple aveva un mercato “di nicchia” ma aveva gia’ cambiato il modo di concepire il personal computer e influenzato quelli con piu soldi di loro-ibm in testa. Sono contenta che adesso siamo tanti nell’era degli “i” in cui Apple non vuole più dire solo Macintosh. E di nuovo hanno inventato un i mondo che non c’ era. E’ questo il punto: avere la visione da un altro punto di vista e inventare ciò che ancora il mercato non immagina. Non so quale sia il confine fra ciò che ha fatto jobs e ciò che ha fatto Apple penso pero’ che Apple andrà benissimo ma perde quello che quest uomo avrebbe ancora potuto vedere. Per non parlare di tutto quello che ha combinato fuori dalla mela, toy story in testa. Chissà quante cose inventerà in paradiso. Un’ultima osservazione che vorrei aggiungere sul concetto di bellezza: il mondo della mela e’ bello perché e’ semplice, talmente funzionale da essere bello. Per dirla con un linguaggio tuo jobs e’ moser tutto il testo e’ saronni. Riposi in pace. ithanks.

  2. Il primo calcolatore su cui ho messo le mani era un Commodore 64, il primo anno di università. Il secondo anno ci diedero un account sul VAX. In entrambi i casi, la prima cosa che facemmo quasi tutti fu quella di programmarli in modo che ci salutassero all’accensione. Ma sapevamo benissimo che non ci stavano salutando: accendevano dei pixel in precisa corrispondenza con istruzioni binarie.

    Con l’iMac non posso — o non so — farlo: in compenso posso mettere la foto di Buzz Aldrin come sfondo e sprecare una quantità invereconda di memoria.

    Però è vero, nella storia ci sei anche tu. Quindi grazie anche a te.

  3. non ho toccato computer fino a 36 anni. mi è capitato perché ero rimasta sola con un lattante e una duenne incazzatissima. non avevo casa né lavoro. il lavoro che ho trovato era impaginare. per impaginare dovevo imparare ad usare un computer. il computer in questione era un mac. così è cominciata la mia storia d’amore con la mela morsicata. inutile ripetere che è (era, ora i pc in molte cose si sono adeguati) facile, intuitivo, allegro. sì, allegro. perfino nelle schermate. easy, cool, insomma, un bell’ambiente per lavorare (per giocare un po’ meno, ma va bene così). non so usare altro.
    steve jobs è stato un grande. figlio rifiutato dal padre e sperso dalla madre (e a sua volta troppo distratto riguardo alla sua primogenita, certe cose si pagano), fortunato nell’aver incontrato una famiglia adottiva che gli ha dato un’altra chance. libero perché a suo modo sradicato e per questo geniale e immaginifico. chissà com’era, di carattere, nell’intimità. comunque, che posso dire? grazie :-)

  4. Molto fa chi poco disturba

  5. […] navigation ← Steve Jobs (1955–2011) nov 2 […]


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