Pubblicato da: Galliolus | giovedì, 21 marzo 2013

Pietro Mennea (1952–2013)

Ci sono delle volte che vorrei essere capace di scrivere, di spiegare. Oggi è una di quelle volte: non ho idea di come raccontare le emozioni di un ragazzino che scopre che l’uomo più veloce del mondo viene da Barletta.

Per quelli della mia generazione, Mennea non è stato solo un atleta; è stato un modo di dire, una metafora, un’antonomasia, come e più di Beep Beep e Speedy Gonzales. Ma siccome non ve lo so spiegare, vi lascio alle immagini.

Questa è la combattuta finale dei 100 m ai campionati europei di Praga 1978: la voce è quella di Paolo Rosi, per una volta misurato.

Qui siamo sempre a Praga 1978: la finale dei 200 m è dominata e Paolo Rosi dà libero sfogo al repertorio più classico, da “si distende” a “le sue leve prodigiose”. Manca “caracollante” e c’è proprio tutto.

Aggiornamento (2013-03-27): A differenza di me, Leonardo sa spiegarsi — come sempre — benissimo.

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