Pubblicato da: Galliolus | mercoledì, 16 luglio 2014

Giorgio Faletti (1950–2014)

Credo di essere l’unico italiano della mia generazione a non aver mai visto una puntata del Drive in: niente di personale, credo fosse solo per via di un orario scomodo. Ma non ce n’era bisogno, perché poi i vari tormentoni venivano ossessivamente ripetuti da tutti gli altri italiani per tutta la seguente settimana: come ascoltatore in differita credo di non averne perso una puntata. Certo, mancava la sezione tette-e-culi, ma di quella avremmo fatto indigestione nei decenni seguenti.

Non ho neanche letto i suoi libri, e penso che non li leggerò mai, perché sono troppo indietro con le letture e poi non è proprio il mio genere. Ma probabilmente sono molto belli, vista tutta l’invidia che hanno scatenato.

Ricordo di lui solo poche cose, piccole: la voce di Chuckles (il pagliaccio triste) in Toy Story 3, un intervento non banale per la morte di Walter Chiari. E il Signor tenente, certo.

Non mi aspettavo che fosse così amato, anche a partire da luoghi imprevedibili: d’altra parte, l’aggettivo “imprevedibile” è forse quello che maggiormente si adatta a questo poliedrico artista. Colpito dall’ondata di cordoglio, partecipo anch’io proponendovi un piccolo, misconosciuto capolavoro scritto da lui: è un po’ che lo tengo lì, ma mi mancava l’occasione per mostrarvelo.

Musica e voce di Angelo Branduardi.

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