Pubblicato da: Galliolus | sabato, 21 febbraio 2015

Claude Criquielion (1957–2015)

Claude CriquielionLa prima sbronza non si scorda mai.

Per me è stato nel formidabile 1984, domenica 2 settembre. Come ben si sa, la prima domenica di settembre sono impegnato alla Sagra del Cinghiale: un impegno che, se ben preparato, permette alcune ore di ozio pomeridiano. Gli sportivi da divano come me — ma allora la definizione non era contrapposta all’essere uno sportivo da strada — cercano di riempire il vuoto con qualche evento: all’epoca potevi sempre contare sul campionato mondiale di ciclismo, che oggi è spostato più avanti. A seconda degli anni, potevano sovrapporsi il Gran Premio di Monza o addirittura la prima giornata del campionato di calcio, che normalmente assicuravano il moltiplicarsi delle preziose radioline.

Quell’anno c’era solo il ciclismo, e volentieri accettai l’invito di due amici più grandi che andavano a casa di uno di loro a vedere la televisione. Si correva a Barcellona, in quel circuito del Montjuïc — si scrive così, in catalano — che esattamente undici anni prima aveva visto trionfare Felice Gimondi. Francesco Moser veniva da un anno trionfale e la squadra era tutta per lui; quell’altro non era stato neanche convocato. Per farla breve: ci speravo.

Accendemmo la televisione appena in tempo per sentire la ferale notizia: ritirato al quattordicesimo giro.

— Dammi da bere! — esclamai in maniera teatrale, con la goffaggine di chi vuole apparire grande ma teme di non esserlo.

Il padrone di casa non se lo fece ripetere due volte, anche perché stava già tirando il collo a una bottiglia tenuta in fresco per l’occasione: un bianco nostralino che avrebbe potuto anche essere spacciato come Pigato. Il primo bicchiere andò giù che non me ne accorsi neanche.

Il caldo soffocante di Barcellona aveva consigliato l’abbandono a tutti i favoriti: prima di Moser, anche Hinault, Fignon e Kelly avevano messo il piede a terra. Il ciclismo è bello quando vince il favorito, non si può mica stare lì ad aspettare Lejarreta! E poi, che caldo anche qui! Ed ecco il secondo, provvidenziale bicchiere.

Gli altri bicchieri, non li ricordo. Ricordo solo che il mio bicchiere, non so come, era sempre pieno. Ricordo anche, ma molto vagamente, un corridore belga che scatta e nessuno lo considera, mentre Argentin e Lemond sono troppo preoccupati l’uno dell’altro. Non che fosse un fuggiasco da poco, o sconosciuto: il nome di Claude Criquielion compariva sovente nelle telecronache, ma raramente nella fase finale. Più che un nome era una figura retorica, serviva solo a De Zan per riempire alcuni momenti di stanca: un po’ come “Giovanbattista Baronchelli“, o “il gigantesco Eros Poli” o ancora “Giupppponi” — da pronunciarsi sempre con molte “p” —; in questo caso, serviva anche per mostrare a tutti la perfetta padronanza della lingua francese, un po’ frustrata dal fatto che i ciclisti belgi sono quasi tutti fiamminghi. Clòdcriccheiòn: sembrava proprio di vedere la boccuccia prominente del re dei telecronisti. Certo che quel nome faceva proprio ridere! Com’era divertente ripeterlo! Ma che sete!

C’era anche Claudio Corti, che era un corridore normale tutto l’anno ma si esaltava col solleone: forse poteva farcela, forse no, ma io avevo sete anche per lui. Ci alzammo senza aspettare gli inni nazionali. Meglio: si alzarono, perché io mi risedetti subito. Mi tolsero di mano il bicchiere della staffa e mi riportarono in piazza. Faceva ancora caldo, ma mezzo km di salita a piedi aiuta a rinfrescarsi un po’ le idee. C’era mio padre, naturalmente, e mi riconsegnarono a lui: gli dissero di non sgridarmi, che era stata colpa loro, che avevano voluto divertirsi alle mie spalle. Mio padre non mi disse niente, ma non poté trattenere una risata: a lui era accaduto lo stesso, e a tutti quelli prima di lui fino a Noè, suppongo. Ma allora pensavo che ridesse per via di quel buffo nome: Clòdcriccheiòn!

Mi misero in un posto dove non davo fastidio. Passai la serata esclamando Clòdcriccheiòn! a tutti quelli che passavano a salutarmi, ottenendo in cambio un bonario e paterno sorriso. Non stetti male, non vomitai, non importunai nessuno, non ebbi bisogno di guidare per tornare a casa: sarebbe bastata una buona dormita per rimettermi in sesto. Fui fortunato: l’unica conseguenza è che, ancora oggi, il Pigato non mi piace moltissimo. Mi è sempre piaciuto bere un buon bicchiere, ma non ho mai più superato quello che potremmo definire il livello dell’allegria.

Oggi la prima sbronza si prende da ragazzini, spesso da soli, per vedere se si è abbastanza in gamba da prenderne una pubblicamente. I miei alunni usano vodka alla frutta, se la trovano, oppure birra scadente, che è molto peggio. I loro padri vanno a riprenderseli al pronto soccorso, se qualcuno ce li porta. E se hanno dei padri. Non immaginate come sia difficile diventare grandi, in questi tempi di decadenza. Poi certamente, noi adulti ci laviamo la coscienza con facili tormentoni — bevi responsabilmente! — e chiamando a scuola gli esperti: ASL, forze dell’ordine, vigili urbani, educazione alla salute e quant’altro. Tutte iniziative che, come ben si sa, ottengono automaticamente il loro scopo.

Claude Criquielion non era un campione quando vestì la maglia iridata, ma lo divenne in seguito, onorando quella maglia come pochi altri. Porta con sé un campionato belga (1990), due Frecce Valloni (1985 e 1989) e un Giro delle Fiandre (1987), oltre ad una innumerevole serie di podî nelle grandi classiche, spesso beffato da Moreno Argentin. Avrebbe potuto vincere un altro mondiale, a casa sua: fu sfortunato, è vero, ma sull’arrivo di Renaix/Ronse il nostro giovane Fondriest era a mio avviso imbattibile. Dopo il ritiro, fece per qualche anno il direttore sportivo, portò in giro per il mondo il figlio disabile, mise su qualche kilo di troppo.

Tra padri di famiglia ci si intende sempre, e sono certo che mi perdonerà se ho preso a pretesto la sua storia per raccontarne un’altra.

[Foto: Museo del Ciclismo]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: